Io, cyborg, mi sono hackerato con un virus


Articolo tratto dal numero di Tempi di gennaio 2019.

«Piacere, sono il primo essere umano a essere stato infettato da un virus informatico». Se volesse, Mark Gasson, potrebbe presentarsi così e senza dubbio catturerebbe l’attenzione del suo uditorio. Come può infatti il corpo biologico di un uomo essere attaccato da un software? Teoricamente è impossibile, ma dipende tutto da che cosa si intende per “corpo”. «La linea di demarcazione tra essere umano e tecnologia è sempre più sfumata. Quando nel 2009 mi sono fatto impiantare un microchip nella mano, tra il pollice e l’indice, per potenziarmi, l’ho subito percepito come parte integrante di me. È arrivato il momento di cambiare la nostra concezione di “umano”». Prima di derubricare alla voce “pazzo” il consulente futurista residente a Los Angeles e professore ospite dell’Università di Reading, bisogna considerare quante cose sono cambiate dal 1998. 

Vent’anni fa, infatti, un professore dello stesso ateneo britann…



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