La fraternità di Antigone e Cacciari sui migranti è totalitarismo criminale


Articolo tratto dal numero di Tempi di febbraio 2019.

Questo è l’anno in cui Antigone è innalzata come eroina assoluta. La F-R-A-T-E-R-N-I-T-À! Massimo Cacciari è stato il primo a salire sulle sue spalle e a gridare in suo nome. In televisione il filosofo e politico veneziano l’ha invocata per contrapporsi alla inumanità di Matteo Salvini dinanzi alla prova di forza delle navi Ong con a bordo migranti. Martellava il professore: «Antigone è la base della nostra civiltà! C’è una legge cui bisogna obbedire e viene prima di quelle dello Stato». Insomma: nessun porto va mai chiuso. Nessuno, dinanzi all’evidenza della sofferenza dei migranti, ha osato eccepire che esistono anche le ragioni di Creonte, il re che in nome della tutela del bene comune sacrifica dei beni particolari. Il problema è che questi beni particolari sono persone, dinanzi a cui la considerazione della tutela della comunità appare astratta. Nello specifico, io credo che i migranti di quella nave – quantunque usati come scudi umani per un gioco ideologico – andassero soccorsi senza tentennamenti. Ma qui si tratta…



Guarda l’ariticolo completo su sanctis.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *