Diana Cacciatrice


Il dipinto in esame, appartenente alla Fondazione Sorgente Group di Roma, è un’opera emblematica della maturità artistica di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino. Fra i massimi pittori di epoca barocca, egli fu a capo di una bottega assai florida, che suscitò l’ammirazione dei suoi contemporanei per l’efficienza e l’organizzazione lavorativa. Un’abilità che chiaramente traspare leggendo il suo Libro dei Conti, il registro contabile di bottega, che venne stilato con una cura tale da essere tutt’oggi fonte preziosa di informazioni. Ed è proprio in quelle pagine che troviamo la citazione di questa Diana, in una nota del 20 maggio 1658, come parte di una coppia di quadri destinati al conte Fabio Carandini, (Ghelfi, 1997, p. 181, n. 531) che in quel periodo era l’avvocato concistoriale del Duca di Modena a Roma (Dotti Messori, 1997). La commissione prevedeva due dipinti a pendant che narrassero dell’incontro mitologico fra la dea Diana e il pastore Endimione. Nonostante si siano perse le tracce di questa seconda tela, conosciamo comunque la sua composizione grazie a una copia di bottega conservata alla Galleria degli Uffizi. 

Giovane, agil…



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