Il giorno in cui Alexa chiamerà la polizia


Ecco dove porta la padronanza dell’onnipotenza tecnica: in pasto al giudizio del robot. Il mese scorso gli accademici dell’università norvegese di Bergen hanno invitato i partecipanti alla Conferenza annuale su Intelligenza artificiale, etica e società alle Hawaii a confrontarsi sulla possibilità di dotare gli “assistenti digitali”, come Amazon Echo e Google Home, di una sorta di intelligenza artificiale “morale”.

UNO SBIRRO IN SALOTTO

Un software etico intelligente, capace di denunciare attività illegali alla polizia “ascoltate” in casa: secondo Marija Slavkovik, professore associato del dipartimento di Scienze dell’informazione e studi sui media, un altoparlante da salotto come Alexa, l’assistente vocale di Amazon, dovrebbe possedere una facoltà di giudizio tale da poter simultaneamente far le veci del suo proprietario, di un’autorità o di un genitore in presenza di una violazione della legge.

E non stiamo parlando di un delatore qualunque, per gli accademici la sfida è lavorare sulla capacità del marchingegno di avviare una “discussione” interna a se stesso sul comportamento sospetto rilevato, valutando possibili conflitti tra legge e libertà personali, …



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