Birmingham, LGBT a scuola. Musulmani ritirano i figli



Redatto da Oltre la Linea.

Come riportato dal Dailymail 600 bambini, l’80% del totale, sono stati ritirati da una scuola pubblica di Birmingham poiché, a detta dei loro genitori, si promuovono stili di vita gay e transgender. Si tratta dell’evidente avanzata omofoba e xenofoba nella forma mentis della gente comune inglese? Assolutamente no, la particolarità della vicenda consiste proprio nel fatto che quei bambini sono in gran parte i figli delle comunità islamiche del luogo.

La notizia deve aver provocato non pochi grattacapi al mondo progressista britannico, è infatti cosa ben nota che la sinistra ben pensante abbia tra i propri cavalli di battaglia sia l’apologia della società multiculturale che la propaganda di sdoganamento del mondo LGBT. È però assai improbabile pensare di poter conciliare due soggetti, diametralmente opposti, come il mondo islamico -rigidamente tradizionalista ed ancorato ad una visione del mondo patriarcale- e gli eccessi libertini del panorama filo omosessuale e femminista. In poche parole si è verificato un vero e proprio cortocircuito dell’ideologia politicamente corretta.

Tale problematica d’altronde è stata riscontrata anche sulle colonne di Foreign Affairs, Rafaela M. Dancygier ha infatti dichiarato: “Il problema centrale per la sinistra europea è questo: i gruppi di elettori immigrati più grandi e in rapida crescita provengono da paesi a maggioranza musulmana e spesso portano con sé le tradizioni socialmente conservatrici delle loro terre d’origine.

Questo avviene proprio quando i partiti di sinistra si sono proclamati campioni di laicismo, cosmopolitismo e femminismo appellandosi alla loro base della classe media sempre più liberal. Il risultato è uno scontro di valori, che si svolge più spesso nelle città, dove le comunità musulmane hanno replicato i legami del villaggio, le strutture patriarcali e le pratiche religiose dei loro paesi d’origine accanto a enclave laiche e progressiste della classe media. A Bruxelles, per fare solo un esempio, oltre l’80% dei musulmani pensa che le donne dovrebbero lavorare meno “per il bene della propria famiglia”, mentre solo il 37% dei non musulmani è d’accordo”.

Casi come questi d’altronde, visti gli attuali trend demografici e migratori, rischiano di diventare sempre più all’ordine del giorno. La sinistra, che per anni a cavalcato per fini elettorali e propagandistici le ondate migratorie, si trova quindi ora a dover fronteggiare per prima tutte le controversie annunciate da tempo dai movimenti identitari e/o populisti che -tacciati di razzismo- hanno annunciato in tempi non sospetti l’incompatibilità tra gli usi e costumi europei e quelli di certe frange del mondo islamico.

(di Pietro Ciapponi)

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