Dove sono le 3.000 donne yazide ridotte in schiavitù dall’Isis?


L’Associated Press ha immortalato la scena altamente suggestiva. Appena uscita dalla città di Baghuz, l’ultima roccaforte dell’Isis in Siria, e portata in un campo profughi dalle Forze democratiche siriane (Sdf), una donna si è strappata il pesante burqa nero di dosso e l’ha bruciato. Così una giovane yazida, come tante altre rapita e trasformata in oggetto sessuale dai terroristi islamici per cinque lunghi anni, si è liberata dal simbolo della schiavitù. «Vorrei bruciare i membri dell’Isis come quel burqa», ha dichiarato.

IL GENOCIDIO DEL 2014

Nell’estate del 2014, poco dopo la proclamazione del Califfato, lo Stato islamico ha attaccato Sinjar, nel nord dell’Iraq, facendo strage della minoranza yazida, considerata eretica. In quello che l’Onu ha definito «genocidio», i terroristi hanno massacrato tra i 2.000 e i 4.500 yazidi, soprattutto uomini e donne anziani. Allo stesso tempo, circa seimila donne e bambini sono stati…



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