Il Tricolore è l’unica cosa che conta



Redatto da Oltre la Linea.

Il tricolore. Anzi, il Tricolore. Quell’oggetto misterioso, per qualcuno una vergogna. Scomparso nei meandri delle infinite bandiere di partito, per decenni.

Oggi alla manifestazione di Piazza Montecitorio di Tricolore ce n’erano tanti. Il simbolismo è importante, anche se gli anti-italiani lo hanno criticato per tanto tempo quale fonte di ipocrisia, in quanto non corrispondente a un presunto sentire interiore che dovrebbe avere la rilevanza.

Ma senza simboli, non si tramanda. Non si comunica ai bimbi e poi ai ragazzi. Non si guarda al futuro. E il risultato non può che essere uno solo: l’oblio.

Oggi i Tricolore di fronte a Montecitorio hanno mostrato che un pezzo d’Italia quell’oblio non lo vuole. Non saranno sicuramente tutti gli elettori che compongono la percentuale di consensi di oltre il 40% che i partiti sovranisti italiani attualmente detengono. Quello no.

Ancora troppa strada da fare per svegliare le coscienze. Ma qualcosa c’è. Una cosa è sicura. Di Lega, Fratelli d’Italia o vattelapesca, beh, a noi non frega assolutamente nulla.

A noi importa di radunare le folle. Di farle manifestare, di farel urlare. Di gioia nel dramma, se è necessario. Che sia Matteo Salvini, Giorgia Meloni o chissà quale altro personaggio ad ottenere questo risultato, non conta. Non conta il partito, non conta la bandiera, se non quella bandiera, quei tre colori e nient’altro. Chi tradisce non è gradito. Come ha tradito Giuseppe Conte, possono tradire altri. Quando avverrà, noi ce ne allontaneremo.

D’altronde parte culturale che odia, tradisce e distrugge questa Nazione da 50 anni raduna folle da troppo tempo. Pur essendo una minoranza certificata. Eppure lo fa. Lo fa alle inutili manifestazioni di organismi che non difendoni i diritti dei lavoratori (CGIL e affini), lo fa ai concerti del Primo maggio, lo fa alle manifestazioni LGBT.

Dobbiamo iniziare a farlo anche noi. Per una causa umana, civile, etica. Per il bene di questa Nazione.

In questo Paese, anche “a destra” è pieno di poveretti che di questo bene se ne fregano, oppure che lo mettono in netto secondo piano rispetto ad antipatie personali, tifo da stadio, calcoli di breve periodo o di vita quotidiana. Gente che talvolta ha pure la faccia tosta di inneggiare a padri di questa Nazione quali Mazzini, Cavour, Giolitti, Mussolini, Gentile, Mattei, Craxi. Non provateci nemmeno, cani!

Per l’antisalvinismo vi siete venduti alla gufata, la stessa su cui fa leva questo sciagurato governo.

Non siete degni di nominare e di esaltare nessuno dei nomi sopracitati. Ne siete figli indegni o avete scelto di esserlo. Siete lontanti dal Tricolore, avete deciso di disconocerlo.

Le vostre scuse sul fatto che Matteo Salvini non sia Giovanni Giolitti fanno pietà, nascondetevi insieme ad esse. Grazie. Viva l’Italia.

(di Stelio Fergola)

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