Mentre la censura si abbatte sul Web c’è ancora chi continua a combattere



Redatto da Oltre la Linea.

La censura web di Mark Zuckerberg, o del “camerata Zuckerberg” come l’ha chiamato il Giornale, non si arresta. Anzi, prosegue fregandosene di tutto e tutti. Chiusi in questi giorni centinaia di profili di politici, partiti, movimenti, associazioni e comunità extraparlamentari di Destra. L’attacco mediatico, o meglio, il silenziamento mediatico di Facebook ed Instagram contro questi gruppi non è passato inosservato.

Fa specie infatti che questa grande cavalcata contro le comunità di estrema destra avvenga proprio quando si consuma, nelle dorate aulee del Parlamento, il tradimento di Conte e il voltafaccia dei 5Stelle. Chissà come mai, quando sta nascendo il governo più europeista e sinistrorso della storia italiana, si attiva una censura del libero pensiero senza eguali.

Una mannaia: ecco cosa è stato facebook in questi giorni: una mannaia che ha di netto, e senza alcuna spiegazione, tagliato il capo a migliaia di pagine pubbliche o private di simpatizzanti, militanti e partiti veri e propri. Partiti permessi dalla Costituzione – si badi bene- e quindi legali. Sono stati cancellati profili di movimenti legali. Ripetiamolo, L E G A L I. Il rampante miliardario ha quindi cancellato una parte dell’opposizione politica italiana dai social media che lui gestisce. Certo, può farlo, facebook è suo, però come la mettiamo con il libero pensiero? con la libera circolazione di idee? con il confronto e lo scontro nei social?

Mentre movimenti LGBT vicini anche alla legalizzazione della pedofilia spadroneggiano sui social, l’operazione di soppressione delle idee di Zuckerberg è un atto decisamente politico. Lui ha scelto il suo schieramento, noi dobbiamo piegarci alle sue logiche personali.

La battaglia contro la censura prosegue fuori dal web

Saranno stati anche eliminati i profili pubblici di Forza Nuova, Casapound, Azione Studentesca, Casaggì (da sempre nel mirino) e tantissimi altri movimenti e personaggi pubblici, ma la battaglia prosegue. Il web è un accessioro, uno strumento. Per giornali come noi, tenuti in piedi dalla passione degli articolisti e dei fondatori, il web è fondamentale ma questo non vuol dire che, senza, moriremo. A differenza dei fanatici seguaci del partito pentastellato, la fantasiosa “marea nera” ha la capacità di essere resiliente. Resiste ad ogni colpo, per tornare sempre più forte.

Ma soprattutto ha la grande qualità di non essere web-dipendente. Sono le comunità presenti sul territorio ad essere il nerbo, la spina dorsale che tiene insieme una galassia di movimenti e associazioni culturali lontane ma vicine. Diverso è il passo uguale il cuore. Una fra queste, che abbiamo già conosciuto in questi giorni per un irriverente murales è Brescia ai Bresciani.

In questi giorni di censura e ban anche i loro profili instagram e facebook sono stati ripetutamente attaccati, numerosi post sono stati cancellati ma la pagina, miracolosamente, è sopravvissuta. L’attacco social contro di loro è stato preso dai militanti con il  sorriso, lo stesso con cui avevano disegnato quel murales che ha fatto tanto parlare di loro.  E sempre col sorriso fanno sapere che questo sabato, nel memoriale di un loro giovane militante caduto anni fa, tutti sono invitati a bere una birra e farsi una risata in barba al “tiranno” Zuckerberg. Tutti i movienti bresciani saranno raccolti sotto l’unico cartello di Brescia identitaria, alla faccia di chi parla di una “galassia disconnessa”.

La vita vera è fatta di persone, momenti, incontri e discussioni vis à vis. I social non sono tutto.

Le comunità si incontrano, collaborano, si conoscono e partecipano alle comuni iniziative. Facebook e instagram, nonostante aiutino a pubblicizzarsi, non sono tutto. Sono anzi solo il riflesso, il microscopico riflesso di un mondo che dal 1945 ad oggi organizza campi, incontri, attività e conferenze. Aoghgé, i campi Hobbit e la festa nazionale di Cpi a Verona, tanto per citarne alcuni, ne sono l’esempio. A volte però la censura travalica facebook e giunge nella vita reale, così è capitato all’evento romano de La Grande Onda 2.

A pochissimi giorni dall’evento, infatti, è cambiata la location perchè quella precedente, la stessa dell’anno scorso, non era più disponibile. Resilienza, ecco cos’è quella capacità di essere colpiti ma rimanere sempre in piedi: l’evento si terrà lo stesso, in un altro luogo, pure più comodo del precedente.

Che venga pure la censura. Possono silenziarci sul web, cancellare i nostri profili, attaccarci e minacciarci, ma non ci arrenderemo mai. Tutta la controinformazione è sotto violento attacco. Facebook è da tempo che limita la nostra visibilità come oltre la linea e che nostri affezionati lettori non vedono più i nostri post nelle loro home. Che condividiate o meno gli ideali di Cpi, FN o i Comunisti di Rizzo a noi poco importa, ciò che è necessario è dare possibilità all’informazione libera di parlare.

Un paese senza controinformazione, senza libertà di parola, è già morto. Come ha scritto ieri Bagnai:

“Una società che proibisce l’odio (definito dai potenti) e ordina l’amore (ibidem) rende l’odio un atto di libertà.

(Fausto Andrea Marconi)

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